L’articolo analizza le Linee guida del CCBE sull’utilizzo della Intelligenza Artificiale Generativa (GenAI) nella professione forense, alla luce del Regolamento (UE) 2024/1689 (AI Act) e della Legge 23 settembre 2025, n. 132. Il quadro normativo, fondato su un approccio risk-based, qualifica come ad alto rischio i sistemi impiegati nell’amministrazione della giustizia, imponendo agli Avvocati un dovere di diligenza rafforzato. La Guida esamina i principali rischi della GenAI: violazione della riservatezza e del segreto professionale, fenomeno delle allucinazioni, bias e sycophancy, opacità algoritmica (“black box”) e criticità di cybersecurity (prompt injection, data poisoning). Centrale è il tema della trasparenza e informazione al cliente, con l’obbligo di comunicare in modo chiaro l’eventuale utilizzo di sistemi di IA. Particolare attenzione è dedicata anche ai sistemi di agentic AI e ai servizi cloud, rispetto ai quali l’Avvocato rimane responsabile degli input inseriti. Ne emerge la necessità di una solida AI literacy, di verifica umana dell’output e di misure tecniche e organizzative adeguate, affinché l’innovazione tecnologica sia compatibile con i principi di deontologia forense e tutela dei diritti fondamentali
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